Tutto quello che c’è da sapere sulla cassa pensionistica complementare IRCEM e le sue garanzie previdenziali

L’IRCEM gestisce la pensione complementare e la previdenza di oltre un milione di lavoratori del datore di lavoro privato e del lavoro domestico. Assistenti familiari, babysitter, collaboratori domestici, assistenti alla vita: tutte queste professioni contribuiscono a questo gruppo paritario senza scopo di lucro, creato nel 1973. Comprendere il funzionamento dell’IRCEM significa anche misurare cosa coprono realmente le sue garanzie previdenziali e identificare le aree in cui la protezione rimane incompleta.

Aliquota di contribuzione IRCEM: ripartizione tra datore di lavoro e lavoratore

I datori di lavoro privati scoprono spesso i dettagli dei contributi IRCEM sulla loro busta paga Cesu o Pajemploi senza comprenderne la ripartizione. Le aliquote aggiornate al 1 gennaio 2024 per il servizio Cesu Accoglienza familiare dell’Urssaf chiariscono questa meccanica.

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Fascia Aliquota lavoratore Aliquota datore di lavoro Aliquota globale
Fascia 1 (fino al limite della Sicurezza sociale) 3,15 % 4,72 % 7,87 %
Fascia 2 (oltre il limite) Quota lavoratore: 40 % Quota datore di lavoro: 60 % 21,59 %

La ripartizione segue una chiave fissa: 40 % a carico del lavoratore, 60 % per il datore di lavoro. Questo rapporto si applica su entrambe le fasce, il che distingue l’IRCEM da alcuni accordi di settore in cui la ripartizione varia in base al livello salariale.

Per gli assistenti familiari dichiarati tramite la cassa di pensione complementare IRCEM si occupa sia della raccolta dei contributi pensionistici sia del finanziamento del regime di previdenza obbligatoria. Questa doppia funzione spiega perché l’aliquota globale possa sembrare elevata rispetto ad altri settori, ma finanzia due coperture distinte.

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Un pensionato e una consulente esaminano insieme un piano di previdenza IRCEM su un tablet in un'agenzia

Garanzie previdenziali IRCEM: cosa è coperto e cosa non lo è

Il capitolo previdenziale dell’IRCEM è obbligatorio per tutti i lavoratori del settore, senza condizioni di anzianità. Si basa sul contratto collettivo nazionale dei datori di lavoro privati e del lavoro domestico, entrato in vigore nel 2022.

Le garanzie coprono tre rischi principali:

  • Decesso e invalidità permanente: pagamento di un capitale o di una rendita al coniuge e ai figli a carico. L’importo dipende dal salario di riferimento calcolato sugli ultimi dodici mesi di attività.
  • Interruzione del lavoro per malattia o infortunio: indennità giornaliere complementari a quelle della Sicurezza sociale, dopo un periodo di carenza variabile a seconda della natura dell’interruzione.
  • Incapacità lavorativa prolungata: rendita di invalidità versata in aggiunta alla pensione di invalidità del regime generale, finché il lavoratore non ha raggiunto l’età legale per la pensione.

Al contrario, la previdenza IRCEM non copre le spese sanitarie ordinarie (visite, farmacia, ottica). Per questa copertura, i lavoratori devono sottoscrivere una polizza sanitaria individuale o beneficiare del dispositivo di polizza sanitaria complementare offerto dal gruppo IRCEM, che rimane facoltativa.

Indennità di partenza volontaria per la pensione

Dal 1 gennaio 2023, i lavoratori del lavoro domestico possono richiedere un indennità convenzionale di partenza volontaria per la pensione. Questa garanzia, derivante dal contratto collettivo, mutualizza il costo tra tutti i datori di lavoro del settore tramite l’IRCEM Previdenza.

Il calcolo si basa su un salario di riferimento e un’anzianità nel settore (non presso un solo datore di lavoro). Questa mutualizzazione risolve un problema specifico del settore: un lavoratore che lavora per più datori di lavoro privati contemporaneamente accumula la sua anzianità globale, il che sarebbe impossibile in un regime classico legato a un unico contratto di lavoro.

Riforma delle pensioni 2023 e lavoratori IRCEM: età di partenza e casi particolari

Il passaggio dell’età legale da 62 a 64 anni riguarda anche i lavoratori affiliati all’IRCEM. L’innalzamento si applica progressivamente in base all’anno di nascita, con un calendario identico a quello del regime generale.

Due eccezioni notevoli rimangono. Gli assicurati riconosciuti inabili al lavoro possono comunque andare in pensione a 62 anni. I titolari dell’assegno per adulti disabili (AAH) beneficiano dello stesso mantenimento. In un settore in cui le professioni comportano vincoli fisici (sollevamento di carichi, lavoro presso persone dipendenti), queste deroghe riguardano una parte significativa degli affiliati IRCEM.

Una donna di 55 anni consulta le garanzie previdenziali dell'IRCEM sul suo computer portatile nella sua cucina

Per i lavoratori che non rientrano in questi casi, la durata di contribuzione richiesta per l’aliquota piena aumenta anch’essa. Il numero di punti IRCEM accumulati non cambia la regola dell’età, ma determina l’importo della pensione complementare. Un’uscita prima dell’aliquota piena comporta una decurtazione sulla pensione IRCEM, oltre alla decurtazione sulla pensione di base.

Punti IRCEM e calcolo della pensione complementare: il meccanismo concreto

<pOgni contributo versato all'IRCEM si trasforma in punti pensionistici. Il valore di acquisto del punto (prezzo pagato per acquisire un punto) e il valore di servizio del punto (importo versato per punto al momento della pensione) sono fissati annualmente dai partner sociali che amministrano l'istituzione.

La pensione complementare IRCEM si calcola moltiplicando il numero totale di punti per il valore di servizio. Un lavoratore part-time presso più datori di lavoro accumula punti su tutte le sue attività dichiarate, il che costituisce uno dei vantaggi del regime mutualizzato.

Al contrario, i periodi non dichiarati (lavoro in nero) non generano alcun punto e riducono meccanicamente la pensione futura. In un settore in cui il lavoro non dichiarato rimane diffuso, questa perdita di diritti rappresenta il rischio più concreto per i lavoratori interessati.

Il gruppo IRCEM mette a disposizione uno spazio clienti online che consente di consultare il proprio estratto conto punti, simulare la propria futura pensione e svolgere le proprie pratiche. La verifica regolare dell’estratto conto punti rimane il miglior modo per rilevare errori o periodi mancanti prima che diventino difficili da correggere.

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